Storia2018-05-15T17:55:24+00:00

Perche’ KARALIS 4.0?

Cenni storici del web:

La necessità di scambiare informazioni e scoperte in modo rapido diede il via alla ricerca di uno strumento di comunicazione a distanza che sfruttasse la tecnologia dei computer presso il CERN.

Era il 1991 quando Berners-Lee capo ricercatore del CERN pubblicò il primo sito web e da quel momento il mondo non è stato piò lo stesso. Berners-Les sviluppò il primo programma in grado di leggere il codice html e i protocolli (http, ftp,..), Nexius, il primo browser al quale seguirono Safari (Mac) e Explorer (Windows).

Quando questa rivoluzione ebbe inizio nacque quello che tutti ora chiamano Web 1.0. Era l’internet dei contenuti, i siti web erano semplici testi statici simili alle pagine di un libro o a fogli di word. Contenevano anche immagini o video, ma lo scopo di queste pagine era la mera consulenza, l’informazione, senza interazione fra utente e contenuto. I siti erano formati da pagine ricche di ipertesti, pagine contenenti collegamenti ad altre pagine, che creavano una struttura simile ad un enorme libro. Fu proprio l’impossibilità da parte dell’utente di interagire con i contenuti che spinse i ricercatori a cercare un’evoluzione.

Rendere dinamico il web permettendo all’utente di interagire con esso. La trasformazione ebbe inizio con la possibilità di inserire dei commenti. In seguito con l’ausilio di nuovi linguaggi di programmazione (php) si crearono i primi forum e i primi blog dando vita al Web 1.5. Ma il web non si è fermato, con lo sviluppo e l’evoluzione delle community, dei social network, l’introduzione dei wiki (dove gli utenti possono reperire informazioni, modificarle e aggiungerne altre, wikipedia ne è un esempio), si è spinto sempre più verso l’interattività con l’utente dando vita a quello che attualmente è il Web 2.0 (termine coniato da Tim O’Reilly) il web dinamico. Per la prima volta si è data grande importanza all’usabilità e al modo di condividere i contenuti.

Si parla di un unico enorme database, il WebDatabase, dove tutte le informazioni di internet confluiranno per velocizzare ricerche e semplificare la gestione dei dati. Sarà un web sempre più semantico perchè tutto sarà unito alle parole chiave legate ai documenti (documenti, video, immagini, suoni) e tutte le ricerche saranno legate a queste parole.

Nella visione di Berners-Lee, del Web 3.0 si ipotizza anche l’intervento di una tecnologia capace di “stiracchiare” a piacimento il design. La grafica vettoriale scalabile (SVG) è infatti in grado di esprimere figure interattive e ha dei vantaggi non da poco – come la possibilità di ridefinire qualsiasi elemento senza perdere un grammo di qualità. Ma c’è anche chi, parlando di Web 3.0, ipotizza che si muoverà verso il 3D, con una rete non più fatta di pagine, ma di veri e propri spazi in cui “muoverci” per trovare quello che cerchiamo: si parla di “augumented reality” che trova già molte applicazioni.

Nella visione di Alessandro Preta

il Karalis 4.0 è l’unione di Internet con le esigenze del singolo cittadino Sardo attraverso un’applicazione unica. Il progetto infatti, conta in 5 anni di gestire il 60% delle aziende Sarde sponsorizzarle e fornire un servizio sempre più completo e sempre più veloce per tutti coloro che ne faranno parte, aiutando e migliorando ogni singola azienda con un team di esperti nel settore, dando un lavoro nuovo e stabile a tanti.

“…Viviamo un’epoca difficile e la crescita del mio vicino è anche la mia crescita, condivisione è il mio programma Karalis 4.0…”

Un meccanismo di fusione dei poli: non più tre poli distinti (pubblicità-azienda-consumatore/cittadino) che dialogano indipendentemente l’uno dall’altro. I tre poli si sono fusi e costituiscono un unico flusso di co-creazione continua.

L’azienda mette a disposizione ogni anno il 15% dei guadagni con dei programmi unici, e studiati secondo le province. Essi spaziano dal volontariato tento al recupero delle aree verdi alla prevenzione e tutela al Femminicidio, prevenzione alla dispersione extrascolastica, informatizzazione, finanziamenti di nuove idee imprenditoriali.

Bisogna rinascere dopo questo periodo di grande crisi, e la rinascita si può ottenere solo insieme.

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